Camparino in galleria - 1915

Camparino in Galleria. Dove la storia
dell'aperitivo divenne leggenda.

Per molti, il Camparino in Galleria è soprattutto un celebre bar situato nel cuore di Milano. La verità è che, oltre ai cocktail e all’elegante atmosfera di questo locale storico, c’è molto di più: un passato e un’eredità che sono indissolubilmente intrecciati con la storia del capoluogo lombardo e con i movimenti artistici e culturali del ‘900.

UNA STORIA LUNGA OLTRE 100 ANNI

Le luci della Galleria

Tutto iniziò nel lontano 1867, la Galleria Vittorio Emanuele II era stata ultimata da poco e Gaspare Campari – inventore dell’omonimo bitter – aprì il famoso Caffè Campari, all’angolo con Piazza Duomo. Il 14 novembre dello stesso anno nacque Davide Campari, figlio di Gaspare, entrato nella storia di Milano anche per essere stato il primo cittadino venuto alla luce in Galleria.

1867
L’apertura del Camparino
in Galleria

Nel 1915, all’età di 48 anni, Davide Campari aprì il Camparino come “fratello minore” del Caffè Campari. A differenza di quest’ultimo, Camparino era dotato di un innovativo sistema che garantiva un flusso continuo di acqua gassata direttamente dalle cantine, offrendo così ai suoi numerosi clienti un Campari e soda sempre perfetto e refrigerato. Altri elementi di vanto del locale erano gli arredi liberty, che furono realizzati da famosi artisti e artigiani italiani, in linea con i canoni estetici arrivati in Europa con l’Art Nouveau: gli interni sono opera, tra gli altri, del celebre ebanista Eugenio Quarti, del mastro ferraio Alessandro Mazzucotelli e del pittore Angelo d’Andrea, che fu autore dell’iconico mosaico simbolo del Bar di Passo.

1915

Il Camparino divenne in breve tempo un’istituzione per i milanesi: non solo perché qui l’aperitivo si trasformò in rito, ma anche perché fu un luogo di ritrovo per intellettuali e celebrità che, tra un Campari e l’altro, si incontravano per discutere di politica e cultura. Arrigo Boito, Tommaso Marinetti e altri esponenti del movimento della Scapigliatura erano assidui frequentatori del locale.

Sotto la famiglia
Miani

Fra il 13 e il 15 agosto del 1943, la Galleria e il Camparino furono pesantemente colpiti dai tristemente noti raid aerei degli Alleati. Tuttavia, al termine del secondo conflitto mondiale, il locale venne preso in gestione da Guglielmo Miani, sarto pugliese arrivato a Milano nel 1922, e dalla sua famiglia che ne è rimasta alla guida fino al 2018.

1943
Un locale nuovo

Sotto la gestione della famiglia Miani vennero, nel corso degli anni realizzate molte trasformazioni: furono eseguiti nel 1990 i lavori di espansione del locale che incorporò gli spazi dell’ex Libreria dello Stato, situata proprio a fianco del Camparino, e avviate numerose e proficue collaborazioni con Campari Group.

1990

Camparino in Galleria, situato nel cuore di Milano, è l’unione moderna e audace di un passato iconico e di una contemporaneità vivace. Il mix di dinamismo intellettuale e bellezza architettonica trova la sua massima espressione nella ricercatezza e nel gusto dei suoi cocktail, del suo cibo e della sua atmosfera. Un luogo per tutti, ieri come oggi, che ogni giorno accoglie e scrive nuove storie e fa sentire la sua eco italiana in tutto il mondo.

 

Il Camparino è il luogo in cui un semplice aperitivo diventa leggenda e dove le celebrità si mescolano da sempre con la gente comune: è stato il teatro in cui nacquero alcune delle tendenze che avrebbero fatto moda negli anni a venire, ed è stata la cornice privilegiata dei dibattiti politici più sinceri.

Oggi

Anche per questo, è la location preferita dei trendsetters della città, un terreno fertile per nuove idee, un luogo dove pensieri e ambizioni si mescolano e trovano voce, accompagnati dal sapore ristoratore di Campari e da un’atmosfera unica.
L’atmosfera perfetta per scrivere una storia indimenticabile: la storia dell’aperitivo italiano.

Bar di Passo e Dehors

Sala Spiritello